3. nov, 2021

LA TRIZTEZZA: UN'EMOZIONE CHE FA BENE

Tutte le emozioni che proviamo sono importanti, anche la tristezza: sono state fondamentali per l’evoluzione della nostra specie e svolgono ancora adesso funzioni indispensabili per la nostra sopravvivenza e qualità di vita.

La tristezza, come ogni altra emozione, è caratterizzata dall’essere uno stato transitorio.

Per consentirci di sentire la nostra tristezza ed esprimerla all’esterno, dobbiamo consentirci di dire a noi stessi e agli altri che, quantomeno in uno specifico momento, siamo vulnerabili, che abbiamo bisogno di qualcun altro, che non siamo totalmente in controllo. E questo non è facile per tutti: si può infatti avere paura di provare tristezza, se nella nostra storia di vita abbiamo imparato presto che, se abbiamo bisogno di qualcuno disponibile a sostenerci, non avremo la possibilità di trovarlo. E quindi si può imparare presto a non stare in contatto con questa emozione e negarne l’esistenza, per proteggerci dal rischio di non trovare qualcuno disponibile a sostenerci e fornirci aiuto quando ne avremmo bisogno: così si impara a “non sentire” e a fare tutto da soli, si crede di non aver bisogno di nessuno e di essere autosufficienti qualunque cosa accada.

In conclusione, la paura di sentire e stare in contatto ci porta spesso a vivere evitando le nostre emozioni.

Non consentirci di sperimentare la tristezza ci priva della possibilità di imparare a gestirla: non ci consentiamo di sperimentare il fatto che abbiamo tutte le risorse necessarie per fronteggiarla o almeno imparare a maneggiarla. Non riusciamo a vedere che la tristezza è solo tristezza. E non la accettiamo come parte della nostra vita, una naturale fase di passaggio.